Regione Liguria

Il "Miglior Uliveto” di Chiavari: sette i vincitori

Pubblicato il 23 novembre 2018 • Ambiente

Sette i vincitori del premio il "Miglior Uliveto di Chiavari", nell’ambito del concorso Premio Leivi 2018 istituito dal Comune di Leivi. Anche quest’anno il comune di Chiavari, in collaborazione con la Proloco Leivese, ha premiato i sette migliori uliveti cittadini: una commissione di tecnici del settore, appartenenti alla C.I.A. e COLDIRETTI, dopo un’attenta valutazione, ha definito la graduatoria finale dei partecipanti comune per comune. Ai vincitori è stato consegnato un riconoscimento, un buono spesa per l’acquisto di materiale agricolo.

Presenti il Sindaco di Chiavari Marco Di Capua, l'Assessore al Commercio, Agricoltura e Promozione della città Gianluca Ratto, il Presidente della Società Economica, Francesco Bruzzo.

La classifica dei vincitori del premio “Miglior Uliveto di Chiavari”:

1° CLASSIFICATO con punti 41 SOLARI MASSIMO

2° CLASSIFICATO, con punti 40 CAFFERATA MARIA a pari merito con CODEBO' MARCO

3° CLASSIFICATO, con punti 37 COPELLO GIOVANNI

4° CLASSIFICATO, con punti 36 MARINONI MASSIMO

5° CLASSIFICATO, con punti 35 COPELLO GIOVANNI BATTISTA

6° CLASSIFICATO, con punti 30 COOPERATIVA NABOT

Dichiara il sindaco Di Capua “Bisogna incentivare le eccellenze del nostro territorio, grazie ad una politica di valorizzazione e sostegno delle peculiarità della nostra città. Da piccolo produttore d’olio, conosco la fatica, il sudore e la soddisfazione che coltivare un buon uliveto genera, la manutenzione e la cura sono le basi per la buona riuscita del prodotto finale.”

«L’olivicoltura ligure è praticata in campagne impervie, dove è difficilissimo e rischioso produrre, con costi elevati che non sempre sono compresi e accolti dal mercato - prosegue Gianluca Ratto, assessore al Commercio, Agricoltura e Promozione della città - Non va dimenticato che l’olivicoltore è un custode attivo del paesaggio ed è responsabile nel contempo anche della tenuta stessa, strutturale, del territorio. Lo Stato non viene in soccorso di tali eroi, li lascia da soli, e anzi tende a penalizzarli sul piano economico, con tasse e balzelli, impedendo loro di gestire la pratica agricola senza il tormento della burocrazia.

è spesso una pratica "estrema" per le difficoltà di coltivazione: a volte ci si può arrivare solo a piedi e tutto va portato in spalla. Senza una continua manutenzione, dove oggi resistono ancora gli ulivi, ci sarebbero solo rovi. I muri sono spesso di altezza notevole: quando è possibile le pietre sono posate sulle “rocche”, così il muro è costituito da una parte “naturale” e da una parte costruita dagli uomini. La stretta striscia di terreno sostenuta dai muri (detta “fascia”) un tempo era tutta coltivata e il territorio “pareva tutto un giardino”. L’altezza dei muri di sostegno è, a volte, impressionante. Dove la manutenzione è venuta a mancare si hanno crolli con la perdita di ulivi centenari: una vera tragedia! Una tragedia purtroppo sempre più comune.
Per la rovina dei muri a secco, l’acqua delle piogge scende a valle violentemente provocando i noti disastri (a volte con perdite di vite umane). Ben venga, perciò, il Premio Miglior Uliveto.

Il Premio per i migliori uliveti del nostro territorio nacque alcuni anni fa, grazie al Comune di Leivi, come iniziativa volta al riconoscimento dell’importante lavoro di mantenimento ambientale e paesaggistico svolto dagli olivicoltori. L'iniziativa riscuote grande successo, soprattutto presso i partecipanti, che apprezzano la considerazione loro rivolta e la reale tipologia di premi in palio, utili per il lavoro dell’olivicoltore. Il concorso per i migliori uliveti appare quindi un momento di riconoscimento dell’operato di quanti si occupano di terreni olivicoli e di valorizzazione del patrimonio territoriale ed ambientale, che gli olivicoltori stessi contribuiscono a mantenere.

Finisco con il ringraziare la CIA (Confederazione Agricoltori Italiani) e la Coldiretti per la vicinanza costante ai nostri agricoltori nel disbrigo delle pratiche burocratiche e come consulenti».